Traduciamo qui un articolo che arriva dal sito della scuola Uptown swing di Minneapolis fondata da Peter Strom, famoso lindy hopper a livello internazionale (qui l’articolo in inglese).

Durante gli anni molti ballerini mi hanno fatto questa domanda: Cosa intendi quando dici che la musica ha “swing”

Beh, ovviamente, come molti altri modi usati per descrivere l’arte, la parola “swing” può voler dire molte cose. Qualcuno potrebbe voler intendere la swing era, quando regnavano le big bands. Qualcun altro può usarlo per intendere che la musica è coinvolgente e merita di essere ballata. Ma, quando stiamo parlando di un ritmo che funziona bene per BALLARE swing, “swing” può avere un significato piuttosto preciso.

In questo contesto, stiamo parlando di una particolare qualità del ritmo, a prescindere da quali strumenti stiano suonando, o da quale epoca provenga la musica, o da quale sia il genere della musica.

Può essere difficile da descrivere ma, per dirla in maniera semplice, è una sorta di pulsazione, un rimbalzo, o una cadenza ritmica che continua a portare avanti il ritmo, come se ci fosse un poco di ritardo su alcuni battiti e come se altri battiti fossero più veloci. Di sicuro queste descrizioni non sono molto utili e possono essere usate per descrivere molta musica che davvero non ha swing, e più se ne parla, più si diventa tecnici e più ci si allontana dal capire e sentire davvero questo senso di swing. Quindi invece di annoiare i teorici della musica là fuori che la sanno davvero lunga, semplicemente ascoltiamo qualcosa, tenendo a mente il ballo.

Qui ci sono 6 esempi, 2 canzoni per artista – una canzone con un battito che ha swing e una con un battito che non ha swing. Ascoltate queste canzoni e immaginate di fare dei triple steps sul battito ( o fatelo per davvero!) e la differenza è piuttosto facile da sentire, specialmente se provate a muovervi in giro facendoli. Se i vostri triple steps suonano come un “cha-cha-cha” latino, dritto e piatto, con la stessa tempistica ed enfasi su ogni passo, allora non hanno swing. Se, d’altra parte, i vostri triple steps hanno una sensazione di “TRIPle step” con più tempo ed enfasi sul “trip” che sul “le-step” allora avete per le mani un ritmo che ha swing.

Cominceremo con della musica soul di Sam & Dave. Per prima la loro versione di un vecchio classico di Sam Cooke, “Soothe me” e poi il loro marchio di fabbrica, “Soul man” – ascoltate:

Entrambe belle canzoni, entrambe belle da ballare, ma la prima ha quel ritmo “swing” mentre la seconda ha un battito piatto.

Le prossime sono due canzoni di un chitarrista blues, Freddie King:

 

Entrambe riguardano il sentirsi sconfitti e tristi. Entrambe bellissime canzoni di per sè, a dire il vero. E di nuovo però, “I’m Tore Down” ha quella rilassata sensazione di swing nel ritmo, anche quando ci dà davvero dentro con la chitarra mentre su “Going Down” il battito è rigido e piatto.

Anche in un genere come l’hip hop, che è ancora più lontano dalla vecchia musica jazz/swing delle big bands rispetto al soul o al blues, potete sentire la differenza tra un battito che ha swing e uno che non lo ha. Qui ci sono un paio di canzoni degli Outkast da raffrontare:

Quindi questa volta abbiamo due canzoni hip hop, non sono coinvolte big bands, e di nuovo, “The Whole World” ha swing, il suo battito si muove e ha cadenza ritmica mentre “So Fresh, So Clean” è più piatto che mai.

Se non è ancora del tutto chiaro, vi darò ancora un altro esempio, stavolta da uno specialista di molti generi, Ray Charles. Forse non è una coincidenza che questo ragazzo che sapeva suonare jazz, blues, gospel, soul e musica latina, e che rese possibile in molti modi il Rock & Roll, suoni una canzone dove potete sentire chiaramente chiaramente accostati un battito piatto e uno con ritmo swing. Questo non è assolutamente l’unico esempio di questo tipo, ma provate dei triple steps su questa canzone e vedete se il vostro ballo non cambia in modo evidente a circa un minuto della canzone. Provate:

La canzone comincia più piatta possibile e con un tocco di sapore latino, poi a circa 1 minuto tutto quanto cambia, il battito si trasforma e si risolve in un ritmo swing ben solido, per poi ritornare da dove era arrivato circa 30 secondi dopo.

La maggior parte della canzone non ha swing ma questo non ha fermato tanti djs dal riprodurla ovunque.

Perciò che abbia swing o no, potete ballare swing su qualsiasi musica vi piaccia, e non permettere a nessuno di dirvi il contrario. Ma, allo stesso tempo, non permettete a nessuno di dire che ballare su un ritmo che ha swing sarà la stessa cosa di ballare su un ritmo piatto, anche se state facendo lo stesso ballo. Se state facendo del Lindy Hop, funzionerà più facilmente con una canzone che ha swing. La vecchia musica jazz della Swing era è davvero l’architettura dei balli Swing e del Lindy Hop in particolare, e il nuovo ritmo che travolgeva tutti quanti a quel tempo era davvero il ritmo swing. Aveva una forza e uno slancio che si riversava direttamente sul ballo.

Ci sono balli adesso che funzionano bene con musiche che hanno un battito piatto, balli come il Chicago Steppin’, l’Hand Dancing, il DFW (Dallas FootWork) Swingout, o la Salsa o ancora il West Coast Swing (che può avere swing ma non per forza) e potete certamente prendere le abilità del ballo di coppia che avete imparato nel Lindy Hop e applicarle a qualsiasi ritmo voi vogliate. Ma mentre state imparando, prendetevi un momento per provare e apprezzare lo slancio e il volo che il ritmo swing regala al vostro ballo.

E se siete djs per Lindy Hoppers, state attenti a far sì che le cose continuino ad avere swing, non importa quanto dobbiate essere eclettici per ottenerlo, perché lo swing è il cuore pulsante del jazz e il Lindy Hop è nato dalla musica jazz con swing e ciò si riflette, completamente, nei nostri triple steps.

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