Gli International Lindy Hop Championships  (ILHC) sono il più importante contest di balli swing al mondo. Ecco per voi la finale dei maestri del Solo Jazz. Le migliori stelle internazionali si sfidano in una gara all’ultimo passo!

La maggior parte dei campioni in gara sono già noti al mondo dello swing a Torino,  ma forse non tutti conoscono alcuni di questi talenti. Cominciamo dall’inizio quindi.

Il primo immenso talento sul palco è Jonathan Stout, forse il band leader e musicista più desiderato negli eventi swing internazionali. Lui e la sua band scandiscono ritmi e melodie con un’energia in continuo crescendo a partire da uno slow di riscaldamento fino ad arrivare a un finale indiavolato!

E fin dal riscaldamento è palese l’eterogeneità dei ballerini: tutti accattivanti se ci si sofferma a osservarli singolarmente, un’impressione di estremo caos se si ha uno sguardo d’insieme. Bene, questo è jazz! Coralità e caos allo stesso tempo. Quello che succede in una competizione di Solo Jazz è l’avvicendarsi di momenti in cui ballerini sono giudicati in gruppo e singolarmente. Nei momenti di gruppo è superfluo dire che ognuno lotta per essere più visibile e catturare lo sguardo di ogni singolo giudice. Entrano poi tutti a turno in sequenza per tre volte, poi di nuovo un gran finale di gruppo! Qui di seguito potete trovare quelli che secondo noi sono i punti di forza di ciascun ballerino, i punti di debolezza non li diremo, ma il nostro parere è che nel Solo Jazz, così come nella musica swing, più del virtuosismo contino ritmo ed essenzialità. Strafare non è mai utile 😉

Prima a esibirsi è Naomi Uyama. In questa performance spicca per essenzialità dei movimenti, eleganza ed espressività, less is more!

Seconda per entrata è Elze Visnevskyte (dalla Lituania). Elze è forse in questa competizione tra le più giovani, notate quanta energia e frenesia hanno i suoi movimenti.

Terzo in apparizione è Remy Kouakou Kouame (se riuscite a pronunciare il suo nome per intero dieci volte di fila velocemente senza sbagliare…vi offriamo da bere). Dobbiamo essere imparziali e non far trapelare la nostra smodata predilezione per il suo talento? E perchè mai? è bravissimo: ritmico, grande fisicità, grande intelligenza negli stop e nella musicalità, molta ironia.

Quarto in entrata è il Vincenzo nazionale: sempre elegante e composto nei movimenti anche quando si avventura in scivolate e salti che hanno dell’acrobatico.

Quinta Mikaela Hellsten: il suo sorriso è contagioso e sembra uscita direttamente da un manifesto vintage. Assolutamente autentica e frizzante!

Sesta a entrare la mitica Ramona Staffeld, una delle predilette di nientepopodimenochè Frankie Manning in persona! Creatività, eclettismo, coraggio, sperimentazione…tutto senza perdere mai un attimo l’entusiasmo, anche nei passaggi  e nei controtempi più delicati.

Settimo il solido Jon Tigert. Un’enciclopedia di passi intervallati da clap.

Ottava Ann Mony, molleggiata e dinoccolata. Anche nel solo come in coppia esprime un senso di tranquillità e gioia.

Nona una delle più grandi followers internazionali, Alice Mei. Femminile, briosa, divertente.

Decima Laura Glaess: incisiva, musicale e snodatissima. Notevole la sua performance perchè ha saputo dosare qualità e quantità.

Ed eccoci nel super fast rush finale! Boom! Volete sapere chi ha vinto? Ecco i risultati. 

 

 

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