Traduciamo qui un articolo tratto dal Blog di Bobby White, Swungover, che tratta la storia di uno dei nostri balli preferiti, il Balboa!

Una fin troppo corta storia del Balboa
MA
GGIO 2010

Introduzione, Prefazione, Apologia, Invettiva

Mary McCasslin e Maxie Dorf

Ogni volta che scrivo sulla storia del Balboa, divento un po’ nervoso; sono ancora in fase di apprendimento e so cosa significhi vergognarmi per qualcosa (di erroneo) che ho scritto in passato. (Mi viene in mente un poema che ho scritto quando ero alla High School chiamato “una nazione di contadini puritani”.) Ed essendo un insegnante, so bene che qualunque parola superficiale o sciocchezza io possa dire improvvisamente potrà porre molti più quesiti di quanto mi aspettassi. Non aiuta il fatto che molti miei cari amici e colleghi siano considerati storici del Balboa, e abbiano lavorato molto nel fare ricerche sul ballo e nel fare in modo che la disinformazione non fosse diffusa, perciò, beh, yeah,

Questo era un saggio scritto alcuni anni fa per l’All Balboa Weekend. E’ stato poi usato per altri eventi, come il Balboa Rendezvous e il Munich Balboa Weekend. La sfida originaria era di scrivere una storia di una pagina che intrattenesse sul Balboa- perciò ho cercato di farci stare i fatti essenziali e un paio di storielle.

Volevo anche ricordare, all’epoca, che il solo fatto che un Oldtimer di Balboa dica qualcosa, non significhi che sia una buona idea e che nemmeno sia vera per il ballo per intero. (Era un problema comune al tempo).

Gli Old Timers non hanno mai avuto un vocabolario di ballo scolpito nella pietra, un fatto importante che ogni nuovo ballerino dovrebbe sapere. Per esempio, la domanda “Il Balboa ha una pulsazione?” può avere un significato del tutto diverso per cinque diversi old timers, e altri dieci non avrebbero neanche saputo dire di cosa diavolo si stesse parlando.

Volevo però sottolineare l’importanza di prestare loro attenzione, ascoltandoli, guardandoli ballare, ballando con loro e facendosi proprie opinioni riguardo al ballo basandosi su quella evidenza – non dimenticarli. Se li dimentichiamo, forse non raggiungeremo mai il vero Balboa, (Pure Balboa, Bal-Swing, o Swing della California del Sud, ecc).

Parlando del vocabolario di ballo, sappiate che il termine “Balboa” in questo saggio, come per molti ballerini moderni, è spesso l’abbreviazione per “Balli che includono l’originale (ora noto come Pure) Balboa, Bal-Swing e tutti gli altri balli come lo Swing della California del Sud correlati tra loro ma che non sono Lindy Hop”. Ma non sempre, così per rendere tutto ancora più confuso. (mi spiace per ciò; lo sistemerò quando avrò più tempo.)

In più, il saggio originale è combinato con varie sezioni di un NUOVO saggio che ho scritto per il decimo anniversario dell’All Balboa Weekend. Ero insoddisfatto dell’originale per diverse ragioni – le due principali sono (1) sembrava che non sapessimo cosa fosse davvero il Balboa, ma che pur in mancanza di dati completi circa la sua storia ne capissimo molto riguardo al Balboa, e (2) non menzionava l’importanza di persone come Sylvia Sykes, Jonathan Bixby e Dwight Lupardus, la cui influenza sul ballo di oggi è inestimabile.

Se tutto va bene ho corretto questi errori nella nuova stesura. Di nuovo, per favore sappiate che è, come da titolo, una storia troppo corta sul Balboa.

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Una fin troppo corta storia del Balboa

Edizione Speciale due in uno

di Robert White

Vasco Núñez de Balboa


La storia del Balboa comincia con un uomo a cui piaceva nascondersi dentro ai barili coi cani, cosa che penso troverete palese in molte delle figure classiche del balboa.

Nel 1509, Vasco Núñez de Balboa viaggiò come clandestino con il suo cane su una nave per nascondersi dai suoi creditori; poi divenne uno dei più grandi conquistatori Spagnoli nella storia, scoprendo l’Oceano Pacifico (difficile da trovare, no?) dando il nome a decine di città e governando persone secondo il classico metodo della violenza e del saccheggio. Nel 1519, fu incastrato da suo suocero, e decapitato, per ricordare a tutti noi che non ci si può fidare dei parenti acquisiti.

Molti anni dopo, una elegante città costiera in California del Sud venne chiamata Balboa in suo onore e, con l’avvento della musica jazz, un passo di danza chiamato Balboa divenne popolare in questa città costiera.

C’è un punto interessante qui, ed è questo: sappiamo in quale giorno un certo uomo nel Cinquecento si nascose in un barile col suo cane; ma non sappiamo dire nulla di davvero definitivo riguardo alla creazione di un ballo di novant’anni fa chiamato Balboa.

Il Balboa nacque circa 80-90 anni fa in California del Sud, quando, ne siamo abbastanza certi, il Charleston si evolse in un ballo di coppia petto contro petto che noi ora chiamiamo “Pure” Balboa.

Ad un certo punto negli anni ‘30, anche in California del Sud, saltò fuori un ballo con giri, calci e altri passi, che chiamavano semplicemente “swing”. Non era Lindy Hop, ma un ballo swing di coppia diverso e in posizione aperta. Oggi, viene di solito chiamato Swing del Sud California o Swing di Los Angeles.

E ad un certo altro punto di cui non siamo sicuri, i balli si combinarono e si trasformarono in ciò che noi oggi chiamiamo Bal-Swing.

Come vedete, non siamo abbastanza sicuri dei dettagli più fini.

Questo avviene perché le uniche persone in grado di saperlo oggi sono ormai novantenni*. Ma anche se avessero tra i cinquanta e i settant’anni e i ballerini più giovani cercassero da loro delle risposte, gli Old Timers finirebbero tutti per dare opinioni diverse, nessuna perfettamente combaciante, ognuna delle quali sarebbe stata venduta come “assolutamente il modo in cui si faceva”, a dimostrazione del fatto che dialogare con ballerini dotati di notevole esperienza non corrisponde necessariamente a ottenere informazioni utili.

E poichè il Balboa era un “ballo da strada”, si sviluppò senza regole o regolamenti, ogni ballerino originario poteva avere un’idea leggermente diversa su cosa fosse di preciso.

Non aiuta il fatto che non vediamo mai ballare gli Old Timers, non più. Spesso sono seduti sulle sedie e sorridono alla gente, finché gli chiedi un feedback, e a quel punto dicono “Quello non è Balboa!” e “Stai sbagliando!” (Non è molto giusto – molti di loro danno davvero un mucchio di consigli. Direbbero cose come “Rendilo più leggero” e “ Gli stai togliendo la ***** di dosso” , questo tipo di cose.)

Quindi, cos’è il Balboa, e da dove è arrivato? Ciò che sappiamo – i fatti nudi e crudi, sono questi:

1) il Balboa (“Pure Balboa” o “Strettamente Balboa”) probabilmente si è evoluto dal Charleston, ma non abbiamo una prova sicura del DNA, solo l’ovvia somiglianza della famiglia

2) il Balboa veniva ballato petto a petto, forse per le restrizioni delle sale da ballo sul danzare in posizione aperta.

3) Il termine “bal-swing” non era nel vocabolario dei ballerini originari durante la loro giovinezza. C’erano due balli separati chiamati Balboa (ciò che oggi chiamiamo “Pure Balboa”) e Swing (ciò che oggi noi chiamiamo Swing del Sud California)

4) Tutte le riprese originali di Balboa e Swing del Sud California che abbiamo durano quanto un terzo di un episodio di Friends. Ci sono 230 episodi di Friends. Questo significa che è 700 volte più probabile vedere Ross che il Balboa originario. Pensateci.

Ma quali sono i fatti nudi e crudi nel ballo?

La scena originaria sembrava fosse molto divertente. Dappertutto competizioni di ballo e musica dal vivo, e stili di ballo così definiti a livello regionale che si poteva presumibilmente dire quale scuola o università avessero frequentato i ragazzi basandosi su come facevano la loro base.

Poi ci fu la Seconda Guerra Mondiale, l’unica cosa al mondo con il potere di bloccare una buona scena di balli swing. L’America di colpo “divenne adulta”. Il jazz  “che ti fa sentire felice” del periodo della grande depressione divenne il frenetico e teso bee-bop, e la maggior parte dei coetanei dei ballerini persero la propria giovinezza in guerra. I balli swing non erano più così popolari, la musica swing era cambiata e tutti i ballerini erano grandi abbastanza per metter su famiglia e fare carriera.

Molti ballerini originari di Bal e Swing ballavano di tanto in tanto, ma non regolarmente. Poi, negli anni ’80, Marge Takier radunò molti ballerini originari in Sud California al ristorante familiare Bobby McGees, una specie di Shoney’s (catena di ristorazione). Due volte al mese si trovarono per ballare, bere e indossare vestiti comodi. Si incontrarono finchè la catena chiuse nel 2009.

Sylvia Sykes e Maxie Dorf, 1992

Perciò, i ballerini di swing – una volta energici e scatenati – mostrarono un lato differente e più maturo del ballo, poiché anni di perfezionamento, rilassamento e articolazioni deboli avevano creato un ibrido morbido di balli swing che molta gente oggi chiamerebbe probabilmente “Bal-swing”.

L’invenzione della videocamera è probabilmente la cosa più importante accaduta per il balboa. Anni di registrazioni al Bobby McGees sono stati determinanti per scomporre il ballo così come lo conosciamo.

Per fortuna, in California negli anni ‘80 ci sono state alcune persone che hanno rifiutato di lasciare morire nel silenzio il ballo. I ballerini Sylvia Sykes, Jonathan Bixby, lo storico Dwight Lupardus, insieme a pochi altri, si son presi la responsabilità di salvare il Balboa. A causa loro, gente come Joel Plys e Valerie Salstrom hanno imparato il Balboa, e hanno deciso di andare potenzialmente in bancarotta per organizzare un weekend con classi e balli solo di Balboa. Nel 2001 hanno organizzato il primo All Balboa Weekend.

Oggi il Balboa e il Bal-Swing sono forme di ballo fiorenti, che risucchiano sempre più gente dal Lindy Hop, dal Tango e dai balli Folk Slavi, per imparare questo splendido e sottile ballo di coppia. E penso di essere obiettivo dicendo che il primo evento che ha creduto fino in fondo nel potere del Balboa sia stato il primo All Balboa Weekend.

Quindi, purtroppo, questa è la grezza storia del Balboa. Le parole possono cercare di descrivere l’essenza del Balboa, ma nel farlo sono goffe, e spesso danno una spiegazione non migliore di una dimostrazione fatta da un ballerino goffo che continua a inciampare e urtare cose.

Posso dire che “definiamo Bal-Swing il ballo swing che usa soprattutto “gli out and in”, rotazioni o capelli fluenti per permettere i suoi movimenti e le sue figure”, ma non è la stessa cosa che vedere il video di “Start Cheering” o quello di Venice Beach.

Potremmo essere più astratti, di certo (“Il Balboa è un poema, sai? Dimmi, cosa fai stasera? Vuoi venire in camera mia a vedere alcune acqueforti?”) ma questo sarebbe utile solo per chi sappia già di cosa si stia parlando.

Quindi, forse la migliore storia del Balboa è da ricercare nei suoi ballerini; quelli anziani stanno mancando ad una velocità allarmante, i nuovi stanno facendo evolvere il ballo e molti di loro senza aver mai avuto l’occasione di parlare con un Old Timer.

In questo caso, se volete conoscere la vera storia del Balboa, allora imparate a dire queste frasi: “Ciao, sei un ballerino originario, no? Ti dispiace se ne parlassimo?” e, quando vedete qualcuno che sa ballare Balboa, “Ti va di ballare?”. Se insisti in ciò, ci potrà essere un tempo in cui tu stesso sarai qualificato per sederti su quella sedia per tutta la notte, a sorridere e dire “Quello non è Balboa!”

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*- Quindi, mi son svegliato sudato l’altra notte, e mi son reso conto di un possibile problema: può essere che abbia accidentalmente plagiato questa frase da Douglas Adams, già autore di una grande introduzione all’ultimo libro di P.G. Wodehouse, nella quale scrisse una frase simile- La mia intenzione era semplicemente di trarvi ispirazione:poi, dopo aver scritto la mia versione, nel modificarla e risistemarla perchè funzionasse, devo averla resa troppo simile all’originale (ma al momento non ho modo di verificarlo, essendo il libro in magazzino). Ad ogni modo, è una frase incredibile; vorrei mantenerla, pur sapendo che si tratta di una frase di Douglas Adams. Tutto il resto, per quanto ne sappia, è farina del mio sacco.

Bobby White

Tradotto dal blog Swungover di Bobby White. Bobby è un maestro internazionale di swing dance ed ha anche un "sordido" passato da scrittore di fiction, riviste e giornali. Leggi tutti gli articoli tradotti dal suo blog.

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